Design multi-verso: quali tensioni per il futuro?

Design multi-verso: quali tensioni per il futuro? 17 Aprile 2020

Nel nono Digital Landscape Logotel abbiamo affrontato come il design ci aiuta a dare forma al domani

Design multi-verso: quali tensioni per il futuro?

La disciplina del design è in continua evoluzione a causa di fenomeni sempre più continenti e dall’impatto globale. Nel nono Digital Landscape Logotel abbiamo scelto di confrontarci con Francesco Zurlo, docente e preside vicario della Scuola del Design del Politecnico di Milano e oltre 80 collaboratori connessi, per capire quali aspetti stanno alimentando il dibattito sulla pratica del design e, da progettisti, mettere in campo azioni per il futuro. È stato un appuntamento per dare respiro al nextworking, che non è solo gestione del presente, ma dare forma al domani.

Quali tensioni stanno caratterizzando l’evoluzione della pratica progettuale anche alla luce del periodo che stiamo vivendo?

Partiamo dalla base. Non possiamo parlare più solo di unica disciplina ma introduciamo il concetto di anti-disciplina, dove i confini non sono più definiti, ma è il project-based approach che parte dall’individuazione di un problema che aggrega, insieme, per essere risolto, competenze ed esperienze differenti e di conseguenza creare ponti tra discipline che si integrano per gestire la complessità. Il design come facilitatore e a servizio della complessità.

Quali metodi e strumenti mette in campo. Il design per sua natura dovrà essere sempre una disciplina pratica, che non solo acquisisce e trasferisce conoscenza, ma la sperimenta. Lo vediamo ancora di più in questo particolare periodo storico, che il fare e lo sperimentare diventano veicolo di nuova progettualità con strumenti digitali collaborativi di co-design, nuove skill da allenare e mind-set da accompagnare. Inoltre è importante il rapporto tra passato e futuro. Non possiamo fare a meno dell’anticipazione della storia e del vissuto, ma dobbiamo anche lavorare di intuizione del futuro. Due ingredienti fondamentali per capire ciò che è stato e ciò che sarà.

Quali competenze allenare. Parlando di competenze oggi dobbiamo lavorare su un balance di exploration di conoscenza (esplorazione di possibilità, di nuovi oggetti di progetto, di nuovi strumenti e metodi) dove Il progettista avrà sempre più una visione sistemica e dovrà acquisire competenze verticali/orizzontali per governare questa complessità anche in una dimensione locale e globale con le giuste sfaccettature.

Quale conoscenza fa la differenza. La digitalizzazione sempre più continenge, le questioni della sostenibilità, il contesto, contribuiscono a cambiare valori e comportamenti. Cambia anche il modo con cui si costruisce conoscenza. Oggi la conoscenza è ovunque, potremmo dire tra le nostre dita. Il vero valore è costruire la bussola per la conoscenza, in grado di leggere e orientare la nostra conoscenza. Oggi avremo bisogno di più coach, capaci di guidare con le giuste domande e con pensiero critico.

Infine, quale ruolo. È probabile che il design agirà sempre più in una logica di enabling rule. Sta diventando un abilitante per le comunità. Un ruolo che cerca di mettere a sistema e creare una regia complessiva per dare senso alle soluzioni e ai servizi da mettere in campo.

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