sPark of Change: la ricerca Bocconi sugli impatti dei Giochi olimpici si trasforma in esperienza interattiva e coinvolgente

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, dal 6 febbraio il campus Bocconi ospita un percorso interattivo in sei tappe che trasforma i dati sull’eredità olimpica in installazioni, contenuti in realtà aumentata e testimonianze di atleti come Paola Egonu e Kristian Ghedina. Un progetto, in collaborazione con logotel, che racconta gli impatti dei Giochi Olimpici in modo coinvolgente e accessibile.

sPark of Change, la mostra interattiva Bocconi per Milano Cortina 2026

Cosa succederebbe se i dati sulla legacy olimpica uscissero dalle aule universitarie e diventassero un’esperienza da attraversare? Se le analisi economiche sullo sport si trasformassero in installazioni interattive lungo un passaggio pedonale aperto alla città? È quello che accade con sPark of Change, l’exhibition che l’Università Bocconi ha inaugurato il 6 febbraio in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026

Non una mostra celebrativa, ma un progetto di public engagement che mette al centro una sfida progettuale complessa: come si traduce la ricerca scientifica in un linguaggio accessibile, coinvolgente, capace di dialogare con pubblici diversi? Come si progetta un’esperienza che tiene insieme rigore dei contenuti e immediatezza della comunicazione? 

Un progetto che nasce dalla ricerca strutturata che la Bocconi conduce da anni sullo sport come fenomeno economico, sociale e culturale, e che è stato reso possibile dalla collaborazione tra la design company logotel, che ha sviluppato il concept e progettato l’experienceil Prisma, studio che ha curato la progettazione dell’installazione insieme all’artista visuale Carlo Cossignani, e Monogrid, responsabile dello sviluppo digitale e delle componenti tecnologiche interattive in Realtà Aumentata. 

Il tutto nell’ambito di Research in Motion, il progetto finanziato da Regione Lombardia per i Giochi della Cultura e inserito nel programma ufficiale della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026. 

Francesco Billari, Rettore Università Bocconi

Design come ponte tra ricerca e cittadinanza 

Per logotel, sPark of Change rappresenta un caso di studio sulla divulgazione scientifica contemporanea. Un terreno dove il design opera come interfaccia tra complessità e accessibilità, traducendo anni di ricerca accademica sullo sport come infrastruttura sociale in un percorso che chiunque può attraversare, esplorare, interrogare. 

Il punto di partenza è stato lavorare su una domanda precisa: come rendere tangibile un tema astratto come l’impatto economico, ambientale e sociale dei Giochi e dello sport? 

La risposta è stata costruire un’architettura narrativa che parte dal concreto e dall’esperienza diretta. Sei portali urbani lungo via Gobbi, ispirati ai colori dei cerchi olimpici e al bianco della bandiera, sei azioni chiave – investire, tifare, vincere, costruire, crescere, impattare – che diventano porte di ingresso a mondi di contenuto differenti. Sei modi attraverso cui lo sport e i Giochi Olimpici diventano scintilla di benessere e sviluppo per le persone, i territori e la società. 

Dall’informazione all’esperienza: progettare per la scoperta 

L’approccio progettuale parte da un principio: il visitatore non è uno spettatore passivo ma un esploratore attivo. Ogni stazione del percorso è stata pensata come un sistema a layer, dove installazioni fisiche, contenuti in realtà aumentata, visualizzazioni di dati e approfondimenti digitali si intrecciano lasciando alla persona la libertà di scegliere il proprio livello di immersione. 

Questo significa progettare per la stratificazione della conoscenza: chi passa può cogliere un insight immediato, chi si ferma trova domande provocatorie – “Quanto vale il tuo tifo?”, “Una medaglia è vinta fin dall’inizio?” – che lo attirano nella scoperta di una “scintilla nascosta” che svela – attraverso animazioni 3D in realtà aumentata – una curiosità sorprendente sull’eredità Olimpica e gli impatti a lungo termine dello sport. 

Una giovane tifosa che racconta il valore economico della sua passione sportiva, l’immersione nel point of view della giornata tipo di uno sciatore, un territorio che con i suoi elementi svela le diverse dimensioni di impatto dei Giochi sono solo alcuni easter eggs nascosti all’interno di un percorso all’interno dello spazio fisico che, con un linguaggio fresco e coinvolgente, vuole sorprendere, suscitare domande e offrire alcune chiavi di lettura nella ricerca di risposte. 

Ma non finisce qui. All’interno della piattaforma, chi approfondisce può accedere a dati, testimonianze esclusive, ricerche, analisi che l’Università Bocconi ha sviluppato negli anni sullo sport management e sui grandi eventi. Il tutto attraverso visualizzazioni evocative ma essenziali, tipiche del linguaggio potente delle piattaforme social che utilizziamo tutti i giorni. 

La tecnologia – dalla realtà aumentata alla data visualization – non è mai fine a sé stessa ma lavora come amplificatore di contenuto, permettendo di rendere visibile l’invisibile: i flussi economici, le traiettorie di carriera degli atleti, l’impatto territoriale delle infrastrutture olimpiche. 

Andrea Sironi, Presidente Università Bocconi

Le voci dello sport: dare volto ai dati 

Accanto ai numeri, servivano le voci. La sfida qui è stata doppia: portare il racconto umano dentro un progetto data-driven, e farlo mantenendo autenticità e profondità. Sul sito sparkofchange.unibocconi.it, il visitatore incontra le testimonianze video di atleti che hanno segnato lo sport italiano: Paola EgonuEnrico GarozzoKristian GhedinaGiulia Ghiretti. Ma anche chi i Giochi li progetta e li governa, come Nevio Devidè e Jacopo Mazzetti della Fondazione Milano Cortina 2026. 

Questi contributi non sono interviste celebrative ma pillole di senso che connettono il vissuto personale con le dinamiche sistemiche: dalla costruzione di una carriera vincente al valore inclusivo dello sport paralimpico, dall’evoluzione del modello economico dei Giochi alle sfide della sostenibilità culturale. 

Sport come linguaggio universale, ricerca come chiave di lettura 

“I Giochi non sono un punto di arrivo, ma una scintilla, un acceleratore”, spiega Dino RutaProfessor of Practice di Leadership, Sports & Events Business at SDA Bocconi School of Management e Rector’s Delegate for the Olympic Movement di Università Bocconi

“La domanda vera non è quanto durano o costano, ma che cosa lasciano: nelle competenze, nelle infrastrutture, nelle comunità. Lo sport è un sistema economico e sociale che produce valore nel tempo – prosegue Ruta, il cui libro Colori olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo (Egea) ha ispirato la mostra -. Con sPark of Change abbiamo voluto rendere visibile questa eredità, trasformando anni di ricerca in un’esperienza che chiunque può attraversare e interrogare”. 

È questa la prospettiva che ha guidato il progetto: spostare l’attenzione dall’evento all’impatto, dall’emozione del momento sportivo alla comprensione del cambiamento che genera. 

“Per un’università come Bocconi, comunicare la ricerca significa assumersi una responsabilità pubblica – afferma Silvia Tracchi, Direttore Corporate Marketing & Communication di Università Bocconi –. Non basta produrre conoscenza: bisogna metterla in circolo e renderla comprensibile, senza semplificarla. Con sPark of Change abbiamo scelto di non realizzare una mostra celebrativa, ma un vero dispositivo di dialogo. Il design, la tecnologia e le testimonianze servono a costruire un ponte tra dati complessi e persone reali. È così che il rigore accademico diventa esperienza accessibile e la ricerca smette di essere autoreferenziale per trasformarsi in patrimonio condiviso”.  

Ed è qui che il design diventa essenziale. Perché quella trasformazione – da emozione a conoscenza, da dato a esperienza, da ricerca a dialogo pubblico – non avviene per caso. È il risultato di scelte progettuali precise: come si organizza l’informazione, come si costruisce un percorso fisico e digitale, come si bilancia immediatezza e profondità, come si sceglie un tono di voce che sia rigoroso ma non accademico, accessibile ma non banalizzante. 

Dino RutaProfessor of Practice di Leadership, Sports & Events Business at SDA Bocconi School of Management e Rector’s Delegate for the Olympic Movement, Università Bocconi

Un modello replicabile di public engagement 

sPark of Change non si esaurisce nell’exhibition fisica. Il percorso continua con un calendario di eventi, presentazioni, tour guidati e attività che accompagneranno i mesi dei Giochi, dal dialogo con Johan Eliasch della International Ski and Snowboard Federation all’incontro con Adam van Koeverden, atleta olimpico e Segretario di Stato per lo Sport del Canada. 

Ma al di là del calendario, il progetto rappresenta un modello di collaborazione tra università, design, architettura e tecnologia per rendere la ricerca scientifica parte del dibattito pubblico. Un esempio di come si possa costruire un ponte tra rigore accademico e accessibilità culturale, dimostrando che divulgazione non significa semplificazione, ma traduzione: dalla lingua della ricerca alla lingua dell’esperienza. 

Perché alla fine, come dice il professor Ruta, i Giochi devono “aiutare a comprendere come lo sport genera valore economico, sociale e ambientale, altrimenti restano solo un grande spettacolo”. E trasformare uno spettacolo in un’esperienza di significato è, esattamente, la scintilla che il design porta nella nostra vita. 

Per esplorare tutti i contenuti e le testimonianze video, visita sparkofchange.unibocconi.it. 

F.A.Q. – Domande frequenti su sPark of Change 

  • Dove si trova sPark of Change? L’exhibition si sviluppa lungo via Gobbi, nel campus dell’Università Bocconi a Milano. 
  • Cos’è sPark of Change? Una mostra che racconta in modo accessibile, ingaggiante e interattivo le ricerche di Università Bocconi sull’impatto economico, ambientale e sociale delle Olimpiadi e, in generale, dello sport.  
  • Quanto costa visitare la mostra? L’accesso è gratuito e aperto a tutti. 
  • Fino a quando sarà visitabile? Il percorso resterà attivo per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.