Società Benefit in Italia: crescita, performance e impatto. I dati della Ricerca Nazionale 2026

A dieci anni dalla loro introduzione, le Società Benefit italiane sono 5.540, crescono più velocemente delle imprese tradizionali e redistribuiscono più valore ai loro lavoratori. Lo certifica la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026.

La Ricerca Nazionale 2026 sulle Società Benefit evidenzia numeri e vantaggi di questo nuovo modo di fare impresa

In sintesi. Le Società Benefit italiane sono 5.540 a fine 2025 (+21% rispetto al 2024), impiegano 241.000 addetti e generano 69 miliardi di euro di valore della produzione. Secondo la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026 – realizzata da NATIVA, Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Università di Padova, Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – nel triennio 2022-2024 le SB hanno accresciuto il fatturato del 14,6% (contro il 5,3% delle imprese tradizionali), aumentato gli addetti nel 63% dei casi (vs 48%) e pagato retribuzioni medie di 41.000 euro per lavoratore (vs. 38.000). La Lombardia è la regione con più SB (1.721), Milano la prima provincia (1.177). Il 47% dei board delle SB include almeno una donna (vs. 36%) e il 29,3% almeno un under 40 (vs. 21,8%).

Nel 2016 l’Italia diventava il primo Paese europeo a introdurre nella propria legislazione la possibilità per le imprese di adottare la qualifica di Società Benefit (SB).

A dieci anni di distanza, la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026 – realizzata da NATIVA, Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – ci dice che questo modo alternativo di fare impresa, che coniuga la logica for profit a quella non profit, è un fenomeno in crescita. Trainato anche dai vantaggi che offre in termini economici, di competitività e di valore sociale generato rispetto alle imprese tradizionali.  

In questo articolo analizziamo i principali insight della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026, presentata il 23 aprile 2026 in occasione della VII Giornata Nazionale delle Società Benefit.

Cosa sono le Società Benefit

Le Società Benefit sono un altro modo di fare impresa. Una Società Benefit è un’impresa che, oltre a perseguire obiettivi di profitto, si impegna nel suo statuto a generare un beneficio comune per persone, comunità, territorio e ambiente, individuando una o più finalità di beneficio comune da perseguire.

Questo impegno non è una dichiarazione di intenti: viene inserito nell’oggetto sociale, depositato in Camera di Commercio e rendicontato ogni anno attraverso una relazione di impatto pubblica. La legge italiana di riferimento, la n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilità 2016), richiede anche la nomina di un responsabile dell’impatto interno, incaricato di misurare e comunicare i risultati concreti delle finalità adottate.

Il modello da cui derivano le SB è quello delle Benefit Corporation (B Corp), nato nel Maryland (USA) nel 2010. Le Benefit corporation, in Italia, sono qualcosa di diverso dalle Società Benefit, anche se in alcuni casi le due denominazioni possono coincidere. B Corp è una certificazione rilasciata dall’associazione B Lab, mentre le Società Benefit italiane come abbiamo già scritto sono una vera e propria tipologia di impresa regolate da normative specifiche.

Oggi le Benefit Corporation sono presenti in 38 stati americani. Fuori dagli USA, dopo l’Italia, hanno legiferato in materia Colombia, Ecuador, Perù, Francia, Spagna e altri. L’iter legislativo per riconoscere le SB è in corso in altri Paesi.

I numeri delle Società Benefit in Italia nel 2026

I numeri della crescita sono netti. Alla fine del 2025, le Società Benefit registrate in Italia sono 5.540, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente. La curva di accelerazione è iniziata nel 2020 e non si è più fermata: dalle 177 unità del 2017 si è passati a oltre cinquemila in meno di un decennio.

Non si tratta di un fenomeno di nicchia, almeno sul piano economico: le Società Benefit impiegano oggi oltre 241.000 addetti e generano un valore della produzione di 69 miliardi di euro, pari al 2,5% del totale nazionale. I settori con la maggiore presenza in termini assoluti sono le attività professionali (1.510 imprese), le telecomunicazioni (866) e il manifatturiero (633). In termini di incidenza sul totale delle imprese registrate, spiccano invece le telecomunicazioni (10,8 per mille), le attività professionali (8,95 per mille) e l’istruzione (6,19 per mille).

Crescono di più, assumono di più, pagano di più: i vantaggi delle Società Benefit

La parte più significativa della ricerca riguarda le performance economiche. Attraverso l’incrocio dei bilanci aziendali del triennio 2022-2024 con un campione di confronto omogeneo di oltre 19.000 imprese non-benefit, emerge un quadro inequivocabile: le Società Benefit crescono di più e meglio.

La crescita mediana del fatturato nel triennio è stata del 14,6%, contro il 5,3% delle imprese tradizionali. Il vantaggio si conferma in tutti i settori e in tutte le classi dimensionali, con un divario particolarmente marcato tra le microimprese: +24% per le Società Benefit contro +8% per le non-benefit. Il dato suggerisce che le imprese più piccole siano quelle che valorizzano maggiormente il modello benefit, probabilmente perché l’adozione delle finalità ha un impatto più pervasivo sulla strategia complessiva.

Anche sul fronte della competitività i numeri premiano il modello benefit: la percentuale di imprese benefit internazionalizzate nel 2024 è stata del 68% (vs. il 56% delle non benefit), mentre sul fronte dei brevetti, ne dispongono il 28% delle imprese manifatturiere benefit contro il 14% di quelle non benefit.

Sul fronte occupazionale, il 63% delle Società Benefit ha aumentato il proprio numero di addetti nel periodo considerato, contro il 48% delle imprese tradizionali. Nel quartile migliore, le Società benefit hanno incrementato gli addetti del 40%, quasi il doppio rispetto alle non-benefit.

Il dato più rilevante riguarda però la redistribuzione del valore. La retribuzione media nelle società benefit nel 2024 è stata di 41000 euro a lavoratore contro i 38000 delle imprese tradizionali. Nel triennio analizzato, le Società Benefit hanno aumentato il costo del lavoro del 21,6%, a fronte di un incremento del valore aggiunto del 19,7%.

Il report ipotizza dunque che le imprese benefit abbiano scelto consapevolmente di comprimere la propria marginalità per sostenere i salari reali dei dipendenti, in un triennio che è stato caratterizzato da una forte inflazione che ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie.

Governance inclusiva: donne, giovani e performance

La ricerca 2026 analizza per la prima volta in modo sistematico la composizione dei Consigli di amministrazione delle SB, incrociando i dati di bilancio con le caratteristiche anagrafiche dei board. I risultati confermano che le Società Benefit adottano modelli di governance significativamente più aperti e inclusivi.

Il 47% delle SB ha almeno una donna nel consiglio di amministrazione, contro il 36% delle non-benefit. Nelle grandi imprese il divario si amplia ulteriormente: 63% contro 48%. Sul fronte generazionale, il 29,3% dei board delle Società Benefit include almeno un componente under 40, contro il 21,8% delle non-benefit.

Ma l’aspetto più interessante è il legame tra composizione del board e performance. Le SB guidate da under 40 mostrano una crescita del fatturato del +17,4% nel triennio, contro il +6,2% di quelle con board composto interamente da over 65. Il differenziale si replica su occupazione (+15,5% vs +10,1%) e aumenti salariali (+22,4% vs +21,2%). La ricerca chiama questo fenomeno “dividendo generazionale”: la presenza di giovani nei board non è solo una scelta etica, ma una leva di valore misurabile.

La geografia: Lombardia in testa, Milano prima provincia

Dal punto di vista territoriale, il fenomeno è guidato dal Nord-Ovest, che concentra il 39,8% di tutte le Società Benefit italiane. La Lombardia è la regione con il numero assoluto più alto (1.721 imprese) e l’incidenza più elevata (3,11 per mille). Milano è la prima provincia italiana per incidenza, con 1.177 Società Benefit e un tasso di 4,38 per mille. Seguono Trieste, Parma e Trento.

La concentrazione lombarda si spiega in parte con l’effetto traino delle grandi imprese, più presenti in questo territorio, ma riflette anche una predisposizione culturale più marcata verso l’innovazione dei modelli d’impresa.

Cosa dichiarano negli statuti: l’analisi delle finalità di beneficio comune

Le finalità di beneficio comune sono gli obiettivi statutari che ogni Società Benefit si pone oltre a quelli del profitto, fine ultimo di ogni attività economica.

Secondo la legge sulle SB, “la finalità di beneficio comune riguarda il perseguimento, nell’esercizio dell’attività economica di uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi, nei confronti di una o più categorie ricomprese fra persone, comunità, territorio, ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse”.

L’analisi qualitativa di 23.990 finalità specifiche di beneficio comune estratte dagli statuti di 4.110 Società Benefit disegna una mappa valoriale precisa. La categoria più citata è “Diritti umani e relazioni con la comunità” (26,8% delle finalità), seguita da “Coinvolgimento, diversità e inclusione delle persone” (19,2%). Le finalità si distribuiscono per il 55% nell’area sociale, per il 29% in quella ambientale e per il 16% in quella di governance.

Il profilo che emerge è quello di imprese che interpretano il modello Società Benefit prima di tutto come impegno verso le persone – lavoratori, comunità, clienti – e solo in seconda battuta come agenda ambientale. Una scelta coerente con la composizione settoriale del fenomeno, dominata dai servizi professionali e dall’IT, dove l’impatto ambientale diretto è strutturalmente più limitato.

Come diventare Società Benefit: una scelta che parte dall’interno

Un ultimo interessante insight evidenziato dalla Ricerca Nazionale 2026 riguarda i motivi della scelta delle imprese di diventare benefit. Emerge che, nella maggior parte dei casi, la decisione di adottare il modello di SB è conseguenza di una scelta interna all’organizzazione aziendale.

È quanto avvenuto, ad esempio, nella Independent design company logotel, diventata Società Benefit nel febbraio 2024. La decisione di modificare lo statuto, integrando quattro finalità di beneficio comune all’oggetto sociale, fa parte di un percorso per integrare sempre più le diverse dimensioni sostenibilità all’interno dell’operato quotidiano dell’impresa: nei progetti con i propri clienti, nelle iniziative interne per le proprie persone e nelle attività rivolte al Terzo settore e alle comunità locali, nella diffusione di conoscenza e cultura che caratterizza da sempre la design company.  

Diventare Società Benefit è stato, per logotel, il segno della volontà di cambiare paradigma. Come sottolinea un recente articolo il Sole 24 Ore, citando il Quaderno di economia aziendale della Fondazione Nazionale dei Commercialisti dedicato a “Normativa societaria e opportunità tra finanza e sostenibilità: Società Benefit”, le Società Benefit possono essere intese come un paradigma profit-for-purpose, nel quale “la sostenibilità non è solo un obbligo di rendicontazione, ma il motore stesso della competitività e della creazione di valore a lungo termine”. 

Un modello che guarda avanti

È questo il senso più profondo della scelta di diventare Società Benefit. In un contesto in cui la sostenibilità rischia spesso di ridursi solo a comunicazione (o, peggio, a greenwashing), il modello benefit propone qualcosa di diverso: impegni misurabili, depositati e rendicontati pubblicamente ogni anno. Un nuovo modo di fare impresa, che a 10 anni dalla sua introduzione è sempre più diffuso e che, come certifica la Ricerca Nazionale 2026, comporta anche innegabili vantaggi.

Le Società Benefit sono imprese più competitive, più attente al proprio capitale umano, più capaci di creare valore condiviso. Sono imprese che fanno bene: a sé e agli altri.

F.A.Q. – Domande frequenti sulle Società Benefit

Cosa sono le Società Benefit?

Le Società Benefit sono imprese che, oltre a perseguire obiettivi di profitto, si impegnano statutariamente a generare un beneficio comune per persone, comunità, territorio e ambiente. L’impegno viene inserito nell’oggetto sociale, depositato in Camera di Commercio e rendicontato ogni anno attraverso una relazione di impatto pubblica. In Italia sono regolate dalla Legge n. 208 del 28 dicembre 2015.

Quante Società Benefit ci sono in Italia nel 2026?

Secondo la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026, a fine 2025 le Società Benefit registrate in Italia sono 5.540, con una crescita del 21% rispetto all’anno precedente. Impiegano oltre 241.000 addetti e generano un valore della produzione di 69 miliardi di euro, pari al 2,5% del totale nazionale.

Le Società Benefit sono più redditizie delle imprese tradizionali?

I dati della Ricerca Nazionale 2026 mostrano che nel triennio 2022-2024 le Società Benefit hanno registrato una crescita mediana del fatturato del 14,6%, contro il 5,3% delle imprese tradizionali. Il 63% ha aumentato il numero di addetti, contro il 48% delle non-benefit, e la retribuzione media è stata di 41.000 euro per lavoratore contro i 38.000 delle imprese tradizionali.

Qual è la differenza tra Società Benefit e B Corp?

Le Società Benefit italiane sono una tipologia di impresa regolata dalla legge italiana, con impegni statutari verificabili e rendicontazione annuale obbligatoria. La certificazione B Corp è invece rilasciata dall’associazione privata B Lab ed è accessibile a qualsiasi tipo di impresa che superi un processo di valutazione. I due status possono coesistere nella stessa azienda, ma sono concettualmente e giuridicamente distinti.

Come si diventa Società Benefit in Italia?

Per diventare Società Benefit è necessario modificare lo statuto aziendale inserendo nell’oggetto sociale una o più finalità specifiche di beneficio comune, depositare la modifica presso la Camera di Commercio e nominare un responsabile interno dell’impatto. È inoltre obbligatorio redigere ogni anno una relazione di impatto da allegare al bilancio.

Dove sono più diffuse le Società Benefit in Italia?

La Lombardia è la regione con il maggior numero di Società Benefit in Italia (1.721 imprese), con un’incidenza di 3,11 per mille sul totale delle imprese registrate. Milano è la prima provincia italiana con 1.177 Società Benefit e un tasso di 4,38 per mille. Il Nord-Ovest concentra complessivamente il 39,8% di tutte le Società Benefit italiane.