Aziende e organizzazioni, impegnate ad affrontare le tante sfide di un contesto in forte e rapida trasformazione, stanno oggi perdendo di vista un elemento chiave: come mantenere vivo il senso di appartenenza, di comunità e di scambio tra le persone.
Lo afferma Jessica Aroni, Partner Change & Learning della Independent design company logotel, in un articolo pubblicato sulla rivista Persone & Conoscenze, una delle più importanti pubblicazioni indipendenti italiane dedicata alla gestione delle risorse umane.
Nello speciale Organizzazioni in movimento, curato dal direttore Alessandro Gastaldi, Jessica ha condiviso riflessioni che scaturiscono dalla pluriennale esperienza a capo della business unit Change & Learning di logotel, che con progetti di change management, leadership program, percorsi di reskilling e upskilling, ecosistemi collaborativi e programmi di adoption risponde alle esigenze organizzative in continua evoluzione di aziende e organizzazioni, dalle sfide di business alla people experience.
Le riflessioni di Jessica, unite a quelle di alcuni dei principali player nel mondo della consulenza organizzativa, hanno dato vita a un confronto a più voci su come ripensare le organizzazioni alla luce delle profonde trasformazioni che stanno vivendo.
Ecco, di seguito, i punti salienti dell’intervento di Jessica Aroni.
Il rischio per le aziende: adattarsi senza evolvere
“Le aziende, oggi, stanno perdendo di vista una domanda essenziale. Che tipo di prossimità significativa intendiamo progettare per generare appartenenza e impatto condiviso? – afferma Jessica –. Il rischio è che le imprese finiscano per adattarsi, più che evolvere, e che le persone smarriscano il significato del proprio lavoro. Ripensare il lavoro significa allora rimettere al centro i valori e la cultura, come base di senso a cui fare riferimento”.
Serve, per fare ciò, un cambio di paradigma, che è quello operato in logotel: trattare le imprese come “organismi dove le persone possano sperimentare, confrontarsi, apprendere e sentirsi parte di un progetto condiviso, affiancando la Direzione HR e non solo, in un compito sempre più complesso, quello di accompagnare l’evoluzione organizzativa tenendo le persone e le community coinvolte e ingaggiate nel tempo”.
Solo quando cultura e senso di appartenenza vengono intesi come leve trasformative si verificano le condizioni necessarie per generare impatti rilevanti per persone e comunità.
Tre fasi per un’evoluzione organizzativa People & community centred
Per far evolvere le organizzazioni in questa chiave “biologica” la cattiva notizia è che non bastano le regole fisse. Le trasformazioni “vere” e durature devono nascere dentro le organizzazioni, progettate con e per le persone solidali e motivate.
La buona notizia riguarda invece “tempi” e modi di questa trasformazione: “Siamo nel momento giusto per fare la differenza – afferma Jessica nell’articolo – le organizzazioni devono diventare luoghi di vita comunitaria nel business, capaci di generare innovazione a ogni livello dell’organismo”.
Come farlo accadere? Jessica ha condiviso una roadmap ideale di questa trasformazione, che comprende tre fasi e deriva dal metodo di progettazione che logotel utilizza in chiave People & community centred, e cioè l’Impact design:
- prima di tutto occorre progettare il “centro di gravità”, il collante dell’appartenenza;
- la seconda fase è costruire contesti ibridi, fisico/digitali, che siano “abitabili” da tutte le persone;
- la terza fase di questo processo circolare e iterativo – che quindi non finisce, ma continua nel tempo – è prendersi cura a lungo termine di questi contesti per connettere engagement e development in un onboarding continuo che alimenti il senso dei lavori di oggi e del domani.
Organizzazioni come organismi viventi: la direzione per il futuro
La riflessione di Jessica può essere utile per tracciare una nuova direzione per il 2026 e anche oltre: dare nuova vita alle organizzazioni e ripensarle come organismi viventi che progettano relazioni naturali, rituali e contesti capaci di generare appartenenza.
“Ogni azione deve creare valore sia per l’individuo sia per la collettività. Solo così – conclude Jessica – possiamo far sì che il cambiamento non sia qualcosa che le persone subiscono, ma qualcosa di cui scelgono di far parte”.
In sintesi
- Le aziende rischiano di adattarsi al cambiamento senza evolvere davvero, facendo perdere alle persone il senso del proprio lavoro.
- Cultura e senso di appartenenza non sono effetti collaterali, ma leve trasformative per generare impatti rilevanti.
- Le trasformazioni durature nascono dentro le organizzazioni, progettate con e per le persone.
- La roadmap: progettare il “centro di gravità” dell’appartenenza, costruire contesti ibridi abitabili, curare nel tempo engagement e development.
- L’obiettivo: fare in modo che il cambiamento non sia qualcosa che le persone subiscono, ma qualcosa di cui scelgono di far parte.
Trovate l’articolo completo nello speciale Organizzazioni in movimento, pubblicato sul numero 188 della rivista Persone & Conoscenze.