In sintesi. La FOBO (Fear of Becoming Obsolete) è la paura di diventare professionalmente obsoleti, soprattutto per effetto dell’intelligenza artificiale. Non coincide con il timore di perdere il lavoro: riguarda il rischio di diventare irrilevanti. Secondo l’HR Trends Report 2026 di Randstad la avverte almeno in parte il 72% dei 780 candidati intervistati, e in modo marcato il 30%.
Sette candidati su 10 manifestano, almeno in parte, la FOBO, cioè la paura di diventare professionalmente obsoleti (Fear of becoming obsolete). Lo dice l’ultimo HR Trends Report 2026 pubblicato dall’azienda di recruiting Randstad.
Il timore di obsolescenza è legato all’AI, e si aggiunge – senza sovrapporsi – alla più generale preoccupazione che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’uomo in alcune mansioni. Quest’ultima non è una preoccupazione del tutto infondata, anche se un report pubblicato nel marzo 2026 da Anthropic, l’azienda che produce i modelli Claude, mostrava come l’esposizione reale di alcune professioni all’automazione dovuta all’AI fosse ancora molto inferiore a quella potenziale.
Davanti alla velocità con cui l’AI progredisce è comprensibile che possa esservi una generale preoccupazione, e anche che emergano nuovi timori.
Il report di Randstad ha il merito di scattare una delle prime fotografie della FOBO, ma anche di evidenziare che vi sono delle soluzioni per mitigare il timore di obsolescenza. Come ha sottolineato Marco Ceresa, Group CEO di Randstad, “il 53% dei lavoratori che avvertono questo timore, come risposta, ha deciso di investire nella propria formazione”.
Secondo Ceresa è su questo punto che i leader aziendali devono assumersi le responsabilità: “Creare le condizioni per comprendere l’AI, sperimentare con successo, far acquisire le competenze necessarie per usarla con consapevolezza”.
È questa, secondo noi, una delle chiavi di lettura più importanti del report. In questo articolo chiariamo bene cosa si intende per FOBO e analizziamo poi nello specifico cosa dice l’indagine Randstad.
Cos’è la FOBO e in cosa si distingue dalla paura della sostituzione?
Partiamo da un’importante distinzione. La FOBO di cui parla il report di Randstad è diversa dalla Fear of a better option, cioè la paura che scatta quando si deve decidere tra diverse opzioni all’apparenza ugualmente valide.
La FOBO, nell’accezione del timore di diventare obsoleti, è un acronimo giornalistico che ha iniziato a circolare negli USA recentemente, come riporta un articolo di Fortune. Per la testata statunitense, questa paura non è legata al rischio di perdere il lavoro, ma al timore di diventare irrilevanti.
La FOBO si iscrive in una lunga storia di ansie tecnologiche. In un saggio del 2015, The History of Technological Anxiety and the Future of Economic Growth: Is This Time Different?, pubblicato sul Journal of Economic Perspectives, i tre autori ricordano che la tecnologia, considerata la principale fonte di progresso economico, ha sempre suscitato anche un’ansia culturale, e distinguono tre forme di questa ansia.
La prima è il timore che le macchine sostituiscano il lavoro umano su larga scala. Ne deriverebbero disoccupazione tecnologica – un termine usato nel 1930 anche dall’economista John Maynard Keynes – e più disuguaglianza nel breve periodo, anche se gli effetti di lungo periodo restano positivi.
La seconda è di natura morale: l’effetto disumanizzante del lavoro – ai tempi della Rivoluzione industriale – e la più recente ansia legata alla disumanizzazione dovuta a un mondo in cui il lavoro scompare.
La terza preoccupazione va in direzione opposta: l’idea che l’epoca dei grandi progressi tecnologici sia ormai alle spalle.
La paura della sostituzione è reale, anche se riguarda in realtà solo una minoranza di chi usa l’IA al lavoro. Una survey condotta dalla Commissione europea tra febbraio e marzo 2026 ha rivelato che, tra gli occupati che usano l’IA al lavoro, il 14% è molto preoccupato e il 27% abbastanza preoccupato di essere sostituito.
Quanto è diffusa la FOBO? I dati dell’HR Trends 2026 di Randstad
Anche l’indagine Randstad sulla FOBO, condotta su un campione più ristretto rispetto alla survey europea, chiarisce che il timore è reale, ma circoscritto. Chi ha molta o abbastanza paura di diventare professionalmente obsoleto è in realtà il 30% degli intervistati. Il timore è però presente, anche se in forma lieve, nel 72% dei candidati: e allora conviene approfondire chi sperimenta maggiormente la FOBO e cosa può mitigarla.
Chi sperimenta di più la FOBO?
La FOBO è avvertita soprattutto tra le persone con minore familiarità digitale, nei soggetti con modelli di riferimento consolidati che faticano a gestire i cambiamenti imposti dall’IA e in quei ruoli professionali in cui il livello di automazione è più elevato.
L’età anagrafica contribuisce allo sviluppo della FOBO, ma sono più determinanti altri aspetti: la storia professionale dell’individuo e la propensione al cambiamento.
A sperimentare maggiormente la FOBO sono le donne, gli impiegati o i ruoli esecutivi senza funzioni di coordinamento, chi si trova a metà carriera e chi è più esposto alla digitalizzazione, chi lavora in dipartimenti amministrativi, nel marketing e nella comunicazione e infine coloro che svolgono lavori creativi.
Cosa si aspettano dalle aziende le persone che la avvertono?
La fiducia nella propria azienda è una delle leve principali per mitigare la FOBO. Chi la sperimenta si aspetta che la leadership metta in campo sia attività di formazione volte a tenere sotto controllo lo skill gap, sia azioni di redesign di quelle posizioni lavorative maggiormente a “rischio obsolescenza”.
C’è tuttavia un gap nella percezione dell’efficacia di queste azioni: gli HR giudicano più positivamente l’impatto delle prassi aziendali implementate rispetto ai candidati. C’è dunque una distanza tra ciò che le aziende dichiarano di fare e ciò che i lavoratori percepiscono, ed è su questa distanza che i leader dovrebbero lavorare.
Formazione e FOBO: che ruolo può avere
Pur con tutte le cautele del caso, l’indagine Randstad ci dice che l’obsolescenza professionale è un timore concreto. D’altronde, anche altri report più autorevoli sottolineano che le skill professionali, nell’epoca dell’AI, cambiano rapidamente.
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World economic forum, due quinti (39%) delle competenze di cui dispongono i lavoratori saranno trasformate o diventeranno obsolete entro il 2030.
Questa “instabilità delle competenze” (skill instability) si è tuttavia ridotta rispetto alle edizioni precedenti del rapporto (era il 57% nel 2020 e il 44% nel 2023), un calo che potrebbe essere legato alla quota crescente di lavoratori (50%) che hanno completato percorsi di formazione, reskilling o upskilling.
Anche il World economic forum, dunque, accende i riflettori sull’importanza della formazione. È però importante capire che, davanti a una rivoluzione come l’AI, la formazione non può seguire percorsi tradizionali.
Vale la pena allora condividere una recente riflessione di Nicola Favini, Ceo della design company logotel, in occasione del convegno Lavoro pubblico e intelligenza artificiale, organizzato a Milano dalla UIL FP Lombardia: “Oltre alla literacy, alle regole, agli strumenti, bisogna aiutare le persone a immaginare cosa possono fare con l’AI, come può essere utile al loro lavoro – ha spiegato Favini -. Serve poi innescare un movimento collettivo che coinvolga le organizzazioni: formare più persone e più squadre insieme. E infine, al centro dei processi trasformativi non deve esserci solo il singolo individuo: la formazione sull’intelligenza artificiale diventa davvero efficace se si costruiscono intorno alle persone reti di senso, di collaborazione e formazione reciproca, dove ci si aiuta a imparare, si discutono casi d’uso e si raccontano i progressi”.
Conclusioni
La FOBO è il nome che il giornalismo ha dato alla paura di diventare professionalmente obsoleti a causa dell’intelligenza artificiale. Una preoccupazione diffusa, moderata per i più e intensa per una minoranza, che pesa in modo diverso a seconda di mestiere, ruolo e popolazione osservata. Non è una paura del tutto nuova, e la storia della tecnologia ci ricorda che non è nemmeno un destino.
Il contributo più interessante del report Randstad ci sembra un altro: la distanza tra ciò che le aziende dichiarano di fare e ciò che i lavoratori percepiscono, e tra la lettura individuale degli HR e quella organizzativa dei candidati. La formazione è la risposta che le persone cercano e che le aziende dicono di offrire, ma i dati non dicono che basti da sola a ridurre il timore. Contano il modo e il contesto: come suggerisce Nicola Favini, formare insieme persone e squadre, creare reti di collaborazione e di apprendimento reciproco. È qui, ci sembra, che le organizzazioni hanno più margine: rendere visibile e condiviso il percorso con cui intendono accompagnare le persone, più che aggiungere un corso o una competenza al catalogo.
F.A.Q. – Domande frequenti sulla FOBO
Cos’è la FOBO?
FOBO sta per Fear of Becoming Obsolete: la paura di diventare professionalmente obsoleti, soprattutto per effetto dell’intelligenza artificiale. Non coincide con il timore di perdere il lavoro, ma riguarda il rischio di diventare irrilevanti.
La FOBO è la stessa cosa della paura di essere sostituiti dall’AI?
No. La paura della sostituzione è un fenomeno vicino ma distinto. In una survey della Commissione europea condotta tra febbraio e marzo 2026, tra gli occupati che usano l’IA al lavoro il 14% si è detto molto preoccupato e il 27% abbastanza preoccupato di essere sostituito.
Quanto è diffusa la FOBO?
Secondo l’HR Trends Report 2026 di Randstad, il 72% dei candidati intervistati avverte la FOBO almeno in parte e il 30% in modo marcato (abbastanza o molto).
Chi sperimenta di più la FOBO?
Secondo Randstad, la avvertono maggiormente le donne, gli impiegati e i ruoli esecutivi senza funzioni di coordinamento, chi è a metà carriera, chi lavora in aree amministrative, nel marketing e nella comunicazione e chi svolge lavori creativi.
Che differenza c’è tra FOBO e Fear of a better option?
Lo stesso acronimo indica anche la Fear of a better option, la paura che scatta quando si deve scegliere tra opzioni apparentemente ugualmente valide. In questo articolo FOBO indica la paura di diventare professionalmente obsoleti.