L’AI adoption e l’engagement sono due dei temi più scottanti sui tavoli dei C-level di tante aziende e organizzazioni a livello mondiale.
Da un lato, l’intelligenza artificiale (e la Gen AI) stanno rivoluzionando il mondo del lavoro, facendo nascere nuove domande sul senso di ciò che si fa e sul come lo si deve fare ora che c’è una nuova agency con cui relazionarsi.
Dall’altro, da ormai diversi anni in tutte le organizzazioni si registra una crisi dell’engagement, cioè di quel senso di coinvolgimento ed entusiasmo dei dipendenti verso il proprio lavoro e il proprio ambiente lavorativo.
Alcuni recenti dati provenienti dagli Stati Uniti suggeriscono che i due temi sono legati, e agire su uno potrebbe avere ripercussioni positive anche sull’altro. In questo articolo vediamo cosa dicono questi dati e condividiamo alcune riflessioni su come interpretarli.
L’AI ben gestita è legata all’ingaggio: cosa dicono i dati Gallup
Il collegamento tra intelligenza artificiale ed engagement emerge da alcuni dati diffusi da Gallup, uno dei più autorevoli istituti di sondaggi e indagini statistiche. Sono relativi agli USA e riguardano il secondo trimestre del 2026.
Secondo Gallup, nelle organizzazioni che hanno adottato l’AI il livello di engagement è mediamente sei punti più alto rispetto a quelle che non l’hanno adottata.
Va detto che, come insegna un principio della statistica, una correlazione non implica necessariamente un nesso causale: lo stesso Gallup precisa che non è escluso che altri fattori, dal settore di appartenenza alla cultura organizzativa preesistente, contribuiscano sia a una maggiore propensione ad adottare l’AI sia a un engagement più alto, senza che l’una sia la causa diretta dell’altra.
L’indagine di Gallup prosegue comunque evidenziando tre condizioni che, da sole o in combinazione tra loro, sembrano avere una correlazione sull’ingaggio: frequenza di utilizzo, strategia di implementazione chiara e supporto attivo da parte dei leader/manager.
Il primo dato interessante emerge guardando dentro le aziende che già usano l’AI: le persone che la utilizzano almeno una volta a settimana sono otto punti più coinvolte rispetto a chi la usa meno spesso.
Le differenze più marcate, però, si registrano quando è l’organizzazione a fornire una direzione chiara. I dipendenti che lavorano in aziende con un piano definito di integrazione dell’AI hanno un engagement rate di 15 punti superiore rispetto a chi non ha questo piano.
Infine, chi dichiara che il proprio manager supporta attivamente l’uso dell’AI nel team raggiunge un engagement rate del 48%, contro il 30% di chi non può dire lo stesso: 18 punti di differenza.
Quando in un’organizzazione che adotta l’AI si verificano tutte e tre le condizioni insieme – uso frequente, piano di integrazione chiaro e supporto attivo del manager – l’engagement sale al 53%.
Le 3 condizioni legate all’AI che favoriscono l’engagement: alcune riflessioni
Le tre condizioni evidenziate fanno emergere alcune riflessioni che, per chi da tempo accompagna imprese e organizzazioni nella trasformazione legata all’intelligenza artificiale, sono piuttosto nitide.
Piani di implementazione chiari
È la dimostrazione che l’AI adoption, da sola, non basta. Non è una questione di tool – quante licenze comprare, correre dietro alle ultime uscite – ma soprattutto di governance. Per le organizzazioni che vogliono usare l’AI per migliorare le performance dei propri dipendenti, il punto è chiaro: rendere disponibile l’AI non equivale ad avere un piano di implementazione. I leader devono definire come le persone dovrebbero usare l’AI, quali risultati contano davvero e dove il giudizio umano resta insostituibile.
Frequenza di utilizzo dell’AI
L’AI è qui per restare, e i dati Gallup lo confermano: chi la usa con continuità risulta più coinvolto nel proprio lavoro di chi la utilizza meno. Per questo diventa fondamentale predisporre modalità – spazi digitali e fisici, eventi, ritualità – in cui incentivare l’utilizzo e la sperimentazione dell’AI in modo sicuro, quotidiano e collaborativo.
Ne è un esempio il Dojo, la community interna nata dalla collaborazione tra logotel e Italgas: un ambiente costruito sull’infrastruttura Microsoft già presente in azienda, in cui le persone possono sperimentare ogni giorno, provare, sbagliare e ricominciare, confrontandosi con i colleghi e portando casi d’uso reali.
Supporto attivo dei manager
L’esempio e il comportamento dei C-level e dei manager è decisivo e, a cascata, ha effetti anche sul resto dei team: non a caso è la condizione con l’impatto più alto tra le tre evidenziate dai dati Gallup. Ecco perché ha senso investire in percorsi di alfabetizzazione AI pensati specificamente per chi guida i team, prima ancora che per chi li compone.
È il caso di Leading with AI, il percorso logotel dedicato a leader e manager che vogliono integrare l’AI nei propri workflow di leadership e costruire una governance AI realmente pronta per il futuro aiutandoli a comprendere l’AI, trovare nuovi modi di lavorare e prendere decisioni assistite da sistemi intelligenti, superando barriere e bias.
In conclusione
I dati Gallup dicono, in sostanza, una cosa che chi lavora ogni giorno sulla trasformazione digitale delle organizzazioni osserva empiricamente da tempo: l’AI non ingaggia le persone di per sé. Le ingaggia quando diventa parte di un disegno più ampio, fatto di direzione chiara, pratica quotidiana e leadership che dà l’esempio prima di chiedere ai team di adattarsi.
E in un momento in cui la tecnologia sembra prendere sempre più il sopravvento su ogni altro discorso, questo significa sottolineare la centralità dell’essere umano e delle organizzazioni. Che, è sempre bene ricordarlo, sono fatte di persone.
FAQ – Domande frequenti su AI ed engagement
Cosa lega l’uso dell’AI all’engagement dei dipendenti secondo Gallup? Secondo i dati Gallup relativi al secondo trimestre 2026 negli Stati Uniti, nelle organizzazioni che hanno adottato l’AI il livello di engagement è mediamente sei punti più alto rispetto a quelle che non l’hanno adottata. La relazione è però correlazionale: altri fattori, come il settore di appartenenza o la cultura organizzativa, possono contribuire sia all’adozione dell’AI sia a un engagement più alto.
Quali sono le tre condizioni che, secondo Gallup, aumentano l’engagement legato all’AI? Le tre condizioni individuate da Gallup sono: la frequenza di utilizzo dell’AI (chi la usa almeno settimanalmente è otto punti più coinvolto), la presenza di un piano di implementazione chiaro (+15 punti di engagement) e il supporto attivo dei manager (48% di engagement contro il 30% di chi non riceve supporto). Quando tutte e tre le condizioni sono presenti insieme, l’engagement sale al 53%.
Qual è il ruolo dei manager nell’adozione dell’AI in azienda? Il supporto attivo dei manager è la condizione con l’impatto più alto sull’engagement tra quelle analizzate: i dipendenti che dichiarano di ricevere supporto dal proprio manager nell’uso dell’AI hanno un engagement rate del 48%, contro il 30% di chi non lo riceve. Per questo motivo diventa strategico investire in percorsi di alfabetizzazione AI dedicati specificamente a chi guida i team.
Come logotel aiuta le organizzazioni a collegare AI adoption ed engagement? logotel accompagna le organizzazioni con percorsi differenziati: il Dojo, un ambiente di sperimentazione quotidiana sull’AI nato dalla collaborazione con Italgas, e Leading with AI, il percorso dedicato a leader e manager per integrare l’AI nei propri workflow di leadership e costruire una governance AI pronta per il futuro.